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lunedì 18 ottobre 2021

Alla scoperta della casa di Lucio Dalla

Non sono il primo a scrivere o a raccontare di una delle case di Lucio Dalla a Bologna, ma dopo averla visitata, non posso fare a meno che descrivere le mie emozioni. Non è stata la prima casa in cui ha abitato Lucio, ha acquistato questo appartamento in una fase successiva, uno dei motivi sta nel fatto che difronte alla casa si trova la chiesa dove è stato battezzato, Piazza dei Celestini. La casa - museo si trova nella centralissima Via D'Azeglio, percorrendo la strada, si vedono alcune frasi delle sue canzoni, posizionate come luci di natale. Entrando nella casa, si ha subito l'impressione che colui che ha abitato, amava l'arte a 360 gradi, il mondo bizantino insieme al contemporaneo, Lucio è stato proprietario di una galleria d'arte contemporanea, selezionava personalmente gli artisti, molte opere di giovani erano all'interno di casa sua. Oggetti, premi,fotografie e poi ancora tante opere d'arte, Mimmo Paladino, Kostabi, Manera, solo per citarne alcuni. Tra le tante fotografie, mi ha colpito quelle insieme al padre (una somiglianza incredibile) e la fotografia della madre,della quale si narra che disse :"meglio avere in famiglia un figlio artista che un bidello". La visita alla casa - museo è stata arricchita dalla presentazione di una guida che sembrava aver vissuto intensamente con Lucio, di lui conosceva tutto ed a trasmesso un senso di unione molto forte. Lucio Dalla era anticonformista, chissà come avrebbe reagito a questa pandemia, era folle ma amato e rispettato da tutti, visitando la casa e vedendo i suoi oggetti, la sua genialità si poteva ammirare non solo nelle opere d'arte che aveva selezionato, ma anche nei tanti oggetti da lui collezionati.

venerdì 24 settembre 2021

L'arte di Bruno Varacalli in mostra presso monogramma arte contemporanea

La galleria monogramma arte contemporanea, presenta la mostra dell'artista Bruno Varacalli, nato a Ciminà nella Calabria meridionale, dove la presenza greco - bizantina risulterà un importante riferimento interpretativo per la lettura del paesaggio arcaico, costituendo questa un'esperienza diretta e pragmatica pe i primi approcci pittorici. L'artista, presenta 12 lavori, tecniche mista su tela, all'interno dei quali le geometrie si intrecciano con l'astrattismo dell'artista. La mostra, è curata da Giovanni Morabito, il catalogo, presente in galleria, ha all'interno degli scritti di : Italo Evangelisti, Isabella Vincentini e Bruno Varacalli. L'artista, presenta la sua mostra : "L’arte che dà vita alle cose procede dalle tracce del tempo, da tratti elaborativi di consistenze fisiche e transitorie che nel loro assurgersi pongono un implicante rapporto di connessione tra visibile ed invisibile, in un andamento di ipotesi e combinazioni che perlopiù si correlano a linee costitutive legate all’atto denotativo del linguaggio.” La durata della mostra è fino al 7 ottobre 2021.

domenica 18 luglio 2021

La musica dal vivo riparte a Roma

La musica rompe ogni confine e ritorna ad essere protagonista nella capitale ed in particolare a Villa Ada con la manifestazione "Villa Ada incontra il mondo", festival di musica internazionale, nato nel 1994, durante il quale sul palco si sono esibiti oltre 120 artisti. Entrando a Villa Ada, si viene coinvolti da un'atmosfera unica, quasi irreale, entrando al Festival,la musica inizia a farla da padrona. Quest'edizione, vuole far dimenticare tutto quanto è accaduto nell'ultimo anno, lo vuole fare, facendo esibire cantanti che per la prima volta vengono presentati ad un pubblico italiano, amante della buona musica e di quella d'autore. Si è esibita Leyla McCally, artista di origine americana, nata da genitori emigrati haitiani,nata a New York, dove ha mescolato le culture fin dalla sua giovane età. Artisticamente, la sua città di origine è New Orleans, Leyla McCally, canta in creolo, francese ed inglese ed è stata profondamente influenzata dalla musica tradizionale creola, cajun e haitiana, nonchè dal jazz e dal folk americano. Nonostante la sua giovane età, ha pubblicato tre album, il primo è stato nominato "Album of the Year 2013" dal London Sunday Times e da Songlines per il forte messaggio sociale che il disco veicola. Nel terzo album "The capitalist Blues" del 2019, ottiene la piena e consapevole maturità artistica, unendo il sociale ad altri temi ancor più universali.

venerdì 21 maggio 2021

Gli artisti della scuola di Piazza del Popolo in mostra in via margutta

Ci sono voluti diversi anni, ma finalmente via margutta,la strada degli artisti, celebrata in tutto il mondo, accoglierà una mostra dal titolo "La scuola di Piazza del Popolo" con l'esposizione di 12 opere degli anni '60 dei loro esponenti: Franco Angeli, Mario Ceroli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Francesco Lo Savio, Renato Mambor, Pino Pascali, Mimmo Rotella, Mario Schifano e Cesare Tacchi. Il fatto di essere artisti indisciplinati e folli, li ha resi famosi e la loro identificazione con il nome gli artisti della scuola di Piazza del Popolo, li ha collocat nel centro della capitale romana, luogo, Piazza del popolo, dove era loro abitudine incontrarsi, magari sfruttando il bar Rosati, come ufficio. la generazione pop degli anni duemila, ben si identifica con la scuola di Piazza del Popolo,le loro opere colorate e stravaganti, sono ancora oggi delle opere uniche e di un valore economico molto alto. Via margutta, per troppi anni non si è accorta della grandezza ed importanza che una parte degli artisti romani, detiene, gli stessi artisti, le cui opere sono state battute all'asta per migliaia di euro e sono presenti nei più grandi musei internazionali, con questa mostra ritornano vicino a dove sono nati, la famosa Piazza del Popolo. monogramma arte contemporanea, ospita dal 28 maggio al 28 giugno 2021 la mostra "La scuola di piazza del POPolo. Pop o non Pop?", voluta fortemente dalla Fondazione Cultura e Arte e dalla Fondazione Terzo Pilastro Internazionale, curata di Gabriele Simongini con il coordinamento organizzativo di Giovanni Morabito. I lavori, presenti all'interno della galleria in via margutta 102 sono 12, tutti degli anni '60. Il Prof. Emmanuele Emanuele, Presidente della fondazione Terzo Pilastro - internazionale, presenta con queste parole la mostra : "Artisti come Schifano, Angeli, Festa, Mambor – che ebbi modo di frequentare personalmente all’epoca – rivoluzionarono indubbiamente il panorama dell’arte visiva, rifiutando la loro presunta filiazione alla Pop Art americana, che guardavano come ad un puro arricchimento culturale, perché preferivano in realtà ispirarsi all’unicità e alla secolarità della monumentale arte italiana, passando per il Futurismo e la Metafisica. Furono anche assai influenzati dall’industria del cinema, che in quegli anni d’oro faceva da traino all’economia locale, grazie alle imponenti produzioni girate a Cinecittà e a cui si deve anche la nascita della cosiddetta “Dolce Vita” romana. Le sperimentazioni e l’innovazione di cui gli artisti di Piazza del Popolo si fecero portatori, senza averne allora reale consapevolezza, hanno rappresentato una svolta culturale non soltanto italiana e segnato indelebilmente un’epoca, facendo sì che io, onestamente, non abbia rinvenuto nei tempi successivi tracce di progenie.".

martedì 23 marzo 2021

I diabetici, abbandonati a loro stessi nella pandemia

In Italia, secondo i dati dell'Istituto Superiore di Sanità, il diabete mellito è presente nel 30% dei pazienti deceduti per Covid-19. Trovo vergognoso, che i malati di diabete, ad oggi,non siano neanche considerati ed inclusi nell'elenco delle vaccinazioni. Ho letto,sui vari blog di ragazze e ragazzi diabetici, che non sono seguiti da nessuno. La loro associazione ( SID - società italiana di diabetologia) che ho provato a contattare ripetutamente, senza ricevere risposta, ha pubblicato una news all'interno del proprio portale, in cui sollecita ancora una volta il Ministero della Salute di procedere alla vaccinazione dei soggetti con diabete,indipendentemente dall'età anagrafica. I diabetici, a chi devono rivolgersi?. Verrebbe da consigliare il medico curante, ma molti che si sono rivolti ai propri medici curanti, hanno ricevuto un "non so nulla, deve guardare sul sito del Ministero della Salute". La mia ricerca è basata all'interno della Regione Lazio.

giovedì 4 febbraio 2021

OpenArt 2021 presso la Biblioteca Angelica a Roma.

L'arte riparte anche dalle rassegne d'arte contemporanea, il premio OpenArt 2021,giunto alla sua XVIII edizione, non poteva, nonostante la pandemia, essere annullato, ma è stato posticipato al 9 febbraio 2021 sempre nella splendida e prestigiosa Biblioteca Angelica in Piazza Sant'Agostino a Roma. Un premio,che racchiude due sezioni, quella della pittura e della scultura e che anche in questa edizione, presenta le opere di 35 artisti, provenienti da diverse parti del mondo. Nessuno ha voluto rinunciare al premio OpenArt, dal Giappone fino all'Argentina, hanno inviato le opere, pur non potendo essere presenti. La pandemia, non è riuscita ad annientare l'arte, ha rallentato le esposizioni, ma non ha diminuito l'interesse e la voglia delle persone che nell'arte vedono il nuovo mondo con la sua forza e la sua bellezza. OpenArt compie 18 anni, sono lontani i tempi delle esposizioni presso le Sale del Bramante, che hanno ospitato il premio per oltre 10 anni. Un breve periodo, il premio è stato ospitato nei saloni del Teatro dei Dioscuri al Quirinale, per poi passare alla Biblioteca Angelica. Si sentiva l'esigenza di crescere anche da un punto di vista espositivo, si cercava l'istituzionalità e la si è trovata nella Biblioteca Angelica. L'esposizione delle opere del premio OpenArt 2021,saranno nei giorni 9.10.11.12 febbraio 2021, con orario continuato dalle 10,30 alle 18,00. La premiazione, avverrà il 12 febbraio alle ore 16,00 per poi concludersi alle ore 18.00 con un arrivederci all'edizione di OpenArt 2022.

giovedì 18 giugno 2020

Il rilancio di Via Margutta

Dopo tanti anni di grandi successi, canzoni e frasi d'amore, Via Margutta ha perso un po' del suo fascino, diventando una comune strada del centro di Roma, un parcheggio in piena area pedonale ed anche una strada buia di notte e toilette per gli animali. Alcuni commercianti, stanchi delle tante promesse che arrivano dal Comune di Roma e dai politici in cerca di consensi, cercano di organizzarsi per far tornare a far splendere la strada degli artisti, attraverso le inaugurazioni delle mostre. In piena pandemia, anche Via Margutta utilizza le proprie mascherine personalizzate con lo slogan "VIA MARGUTTA SULLA BOCCA DI TUTTI". L'iniziativa, prodotta e realizzata dalla galleria monogramma in via margutta 102, si pone l'obiettivo di riportare gente su Via Margutta, sensibilizzare e non farsi dimenticare dal Comune di Roma e ritornare ad essere Via Margutta.